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Marocco: l’indipendenza della magistratura in Marocco e il caso del procuratore Mohamed El Haini

AFD internazionale chiede alle autorità marocchine di rispettare l’indipendenza della magistratura. Nei fatti il procuratore Mohamed EL Haini, noto per le sue posizioni e per la sua integrità anti-corruzione, è stato tradotto questo 18 gennaio 2016 dinanzi alla commissione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. Il suo reato è di aver preso posizione senza riserve sulla stampa nei confronti di un disegno di legge di riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura e allo status dei magistrati.

Mohamed El Haini è dottore in legge, vice procuratore generale del Re nei pressi della Corte d’Appello di Kenitra ed è membro dell’Ordine dei Magistrati del Marocco. E’ anche riconosciuto a livello internazionale per le sue posizioni sull’indipendenza della giustizia ed è un esperto presso l’Istituto dei Diritti Umani a L’Aia, nei Paesi Bassi. E’ naturale che qualcuno di questa statura abbia preso posizione rispetto a politiche che, a suo avviso, mettono in discussione l’indipendenza della magistratura nel suo paese. È inaccettabile in uno stato di diritto si possa citare un magistrato sotto pressione di deputati iniziatori della riforma in questione. Denunciamo inoltre il fatto che la commissione di disciplina è presieduto dal Ministro della Giustizia, proveniente dallo stesso partito, di cui fanno parte coloro che denunciano il procuratore.

Ricordiamo che il Ministro della Giustizia è impegnato presso il Consiglio dei Diritti Umani a Ginevra nel 2012 per segnalare le osservazioni degli Stati e delle organizzazioni presenti a questo incontro. La questione della libertà di espressione è stata sollevata da Svezia, Stati Uniti, Canada, Cile, Francia e Germania, per poi essere stata accettata dal Marocco.

Ricordiamo le autorità che interferire con la libertà di espressione dei giudici è una violazione del diritto di espressione.

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